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Una visita al Museo del Finale di Finalborgo

Una vacanza in Liguria offre una molteplicità di esperienze possibili: da una giornata in spiaggia nella stagione più calda, attività sportive all’aria aperta, degustazioni di cibi tradizionali, fino alla scoperta dei borghi dell’entroterra.

Oggi, però, vogliamo farvi conoscere il Museo del Finale a Finalborgo, dove si trovano i reperti archeologici più importanti del territorio. Siamo sicuri che una visita incuriosirà chiunque, compresi i più piccoli!

Il complesso monumentale di Santa Caterina

Prima di varcare le porte del museo, ci soffermeremo a osservare la struttura che lo ospita. Si tratta del complesso conventuale di Santa Caterina, fatto costruire dai marchesi Del Carretto nel 1359. La chiesa ha subito modifiche importanti, che per fortuna non hanno riguardato il ciclo di affreschi della cappella di Santa Maria degli Oliveri. Qui, infatti, è ancora possibile ammirare le pitture raffiguranti episodi della vita della Vergine e della Passione di Cristo, attribuite a una bottega toscana.

Il complesso comprende anche due chiostri rinascimentali con ampio porticato, spesso frequentato da giovani che trascorrono lì le loro ore di studio e svago.

Purtroppo, nel tempo il convento conobbe un periodo di decadenza che lo portò ad essere usato come caserma e ospedale militare, durante il periodo napoleonico. Questo è il motivo per cui, in seguito alla soppressione degli ordini ecclesiastici voluta dal Regno d’Italia nel 1864, il campanile della chiesa venne usato come carcere.

Oggi è visitabile, dietro prenotazione, e chiunque può osservare le 12 celle di rigore, anguste e senza aperture all’esterno, in cui furono imprigionati criminali comuni e detenuti politici fino al 1965.

Il territorio e la pietra di Finale

Una volta entrati nel museo, subito dopo la biglietteria, sulla sinistra si apre la prima sala del museo. Qui abbiamo la possibilità di scoprire cosa rende il territorio del Finalese così unico. In sostanza, ciò che ha portato alla formazione della famosa Pietra di Finale, ovvero i vari fenomeni carsici susseguiti nel corso di milioni di anni, hanno creato un numero elevatissimo di grotte e caverne, che rappresentarono il luogo ideale per i primi insediamenti umani.

Ma la Pietra di Finale è soprattutto uno scrigno di tesori per i geologi, grazie al quale possono studiare la fauna e la flora marina di 15 milioni di anni fa, sebbene sedimentata e trasformata in roccia. Per questo, al suo interno non è difficile incontrare fossili di molluschi, pesci, e addirittura i resti di una balena!

Il Paleolitico

Come abbiamo detto, la particolare conformazione del territorio del Finalese ha garantito una grande quantità di rifugi per i nostri antenati. All’interno di grotte si proteggevano dal freddo, accendevano fuochi e consumavano i loro pasti. Tracce della loro vita quotidiana sono state trovate, infatti, proprio in questi luoghi, identificate nelle pietre scheggiate (chiamate bifacciali) esposte nelle vetrine delle sale successive. A questo periodo risale anche la sepoltura del Giovane Principe col suo corredo funebre, proveniente dalla caverna delle Arene Candide.

Il Neolitico

Gli archeologi considerano il Neolitico una grande rivoluzione culturale, come non ve ne furono più nella storia dell’umanità. In un periodo che va dal 5.800 al 3.600 a.C., infatti, i nostri antenati in Liguria scoprirono l’agricoltura e l’allevamento, cambiando radicalmente le proprie abitudini. Da una vita nomade, trascorsa a cacciare e raccogliere i frutti dagli alberi, iniziarono ad abitare stabilmente in villaggi, e a decidere delle proprie risorse.

I ritrovamenti più interessanti di questo periodo sono senz’altro le statuine in terracotta conservate all’interno di speciali vetrine. Diffuse in tutto il Mediterraneo, e in Liguria presenti solo nel Finalese, queste statuine femminili sono comunemente note come raffigurazioni della “dea madre” o “madre terra”, una divinità legata al culto della fertilità.

L’età dei metalli

Nelle sale successive, invece, vi sono i reperti risalenti all’età dei metalli, quando, cioè, l’umanità iniziò a padroneggiare i metalli, a partire dal rame, bronzo e ferro. È proprio in questo periodo che si definisce in modo riconoscibile la popolazione degli antichi Liguri.

L’età romana

I Romani, si sa, conquistarono gran parte del mondo allora conosciuto, e così fecero anche con il territorio ligure. La dominazione romana in Liguria va fatta risalire al 181 a. C., quando il console Lucio Emilio Paolo sconfisse gli Ingauni nelle valli del Finalese. A quest’epoca appartengono alcune tombe, come quella alla “cappuccina” ritrovata a Finalmarina, con la caratteristica forma a capanna, composta da tegole.

Inoltre, non possiamo non citare l’importante epigrafe funeraria di Lucius Helvius, un bambino di 9 anni morto nel 362 d. C. Si tratta del più antico documento di questo tipo a testimoniarci la diffusione del Cristianesimo nel nord-Italia.

Il Medioevo

Verso la fine del percorso museale ci troviamo nella sala dedicata al Medioevo. Qui troviamo importanti reperti che vanno dall’XI al XIII secolo che ci raccontano dei rapporti marittimi intercorsi tra il territorio finalese e varie civiltà dell’epoca: dal mondo islamico a quello bizantino, dall’Italia meridionale arabo-normanna alla Provenza.

Ma non solo: numerosi sono anche gli oggetti della vita quotidiana e gli interessanti reperti legati alla vita religiosa e alle vie dei pellegrinaggi che di frequente venivano percorse proprio durante il Medioevo.

Un museo non è solo un luogo in cui si conservano degli oggetti. È lo spazio della memoria, dove poter conoscere mondi lontani nel tempo, e riflettere sul nostro presente, proprio come può avvenire al Museo archeologico del Finale!

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