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Cosa vedere ad Andora

A mezz’ora di macchina dal nostro villaggio si trova una delle più belle località del ponente ligure: Andora. Il suo territorio è compreso tra Capo Mele e Capo Mimosa, e si inserisce nella Val Merula. I suoi lunghi arenili sono apprezzati dai turisti e dagli amanti del surf, che frequentano questa zona anche in bassa stagione.

Andora è, infatti, una meta turistica ideale durante tutto l’anno, grazie al clima mite, la sua storia e il buon cibo da gustare nei graziosi ristoranti in riva al mare. In questo articolo vi daremo qualche dettaglio in più su questa località, che vi invitiamo a visitare al più presto!

La leggenda di Andalora e Stefanello

Non sappiamo quanto sia attendibile la leggenda sull’origine del nome di Andora, ma vale la pena raccontarla. Durante una delle numerose razzie sulla costa ligure, il principe saraceno Al Kadir si invaghì di una fanciulla del luogo, Andalora. La sua bellezza era tale da indurlo a rapirla per portarla in patria, legandola all’albero maestro della nave.

La ragazza aveva però un innamorato, Stefanello, che la raggiunse durante la notte per liberarla. Tuttavia, i Saraceni scoprirono il giovane e lo uccisero. A questo punto Andalora, affranta dal dolore, si gettò in mare. Questo episodio impressionò così tanto Al Kadir, da convincerlo a convertirsi al cristianesimo. Si spiegherebbe, in questo modo, l’origine dei nomi di Andora e del vicino comune di Stellanello.

Cenni storici su Andora

La storia di Andalora e Stefanello è sicuramente affascinante, ma le fonti storiche ci dicono che un castrum Andorae esisteva già in epoca romana, lungo la piana del torrente Merula. Durante il Medioevo, invece, ad essere fortificata era la zona in cui attualmente sorgono i ruderi del castello. Quest’area fu proprietà dei monaci benedettini dell’isola Gallinara fino al XII secolo. Da questo momento in poi, infatti, vi si insediarono i marchesi di Clavesana, la potente famiglia che controllava gran parte della Liguria di ponente. Sul colle costruirono il proprio castello e fortificarono tutta l’area circostante.

Nel 1252 il feudo di Andora passò alla Repubblica di Genova, che ne fece sede di podesteria. Nel corso del XV secolo, invece, le truppe dei Visconti saccheggiarono il territorio, sotto il comando del capitano Niccolò Piccinino, costringendo alla fuga gli abitanti.

In seguito a questo episodio e alle successive epidemie di malaria e peste, la popolazione di Andora abbandonò il borgo per privilegiare nuovi insediamenti, come quello di Laigueglia e il vicino Colla Micheri.

Solo in epoca moderna Andora iniziò a ricoprire un nuovo ruolo politico e amministrativo. Nel 1815 rientrò nella provincia di Albenga del Regno di Sardegna, secondo le disposizioni del Congresso di Vienna e, dal 1861, nel Regno d’Italia.

foto di Davide Papalini – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Il castello di Andora

Il castello di Andora si trova a circa due chilometri dal centro ed è tra i siti storici più suggestivi del ponente ligure. Si raccoglie in una collina della borgata di Castello, raggiungibile a piedi. Dopo aver parcheggiato la macchina nella piazzetta che precede il centro storico, si procede, infatti, lungo un breve sentiero ciottolato tra gli ulivi dove, sulle mura antiche, sono appese alcune lastre di ardesia. Qui sono incise poesie, le “Pietre di Luna”, così definite dall’Associazione Culturale Confartigianato di Andora che ha promosso l’iniziativa. Il percorso poetico accompagna il visitatore, anticipando la vista del castello e della chiesa romanica dei santi Giacomo e Filippo.

Ciò che resta del Paraxu (come veniva anticamente chiamato il castello) sono ormai solo i ruderi delle mura e delle torri difensive, che ci lasciano comunque intuire il timore che doveva incutere l’antica fortezza.

La chiesa romanica dei santi Giacomo e Filippo ad Andora

Decisamente migliori sono invece le condizioni della chiesa dei santi Giacomo e Filippo e della vicina torre. Costruita con la pietra locale, è sicuramente uno degli esempi di architettura tardo romanica più importanti del ponente ligure. L’impianto è suddiviso in tre navate e tre absidi e la facciata è impreziosita da un portale a tutto sesto con colonnine. La somiglianza con la cattedrale di Albenga è impressionante: probabilmente le stesse maestranze realizzarono entrambi gli edifici.

A pochi passi si trova, invece, la torre che doveva servire da porta di ingresso all’area fortificata e da campanile alla chiesa. La sua figura imponente cela, però, una sorpresa: al suo interno, infatti, è possibile ammirare i resti di un delicato affresco rappresentante l’Annunciazione.

Un mare di storia e fascino è quello che vi suggeriamo di scoprire ad Andora, nei dintorni di Loano.

 

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