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In provincia di Imperia, nella alta Valle Argentina, troviamo Triora, altrimenti conosciuto come il paese delle streghe, a causa di un capitolo buio della storia che qui ebbe luogo nei secoli passati. Dista a quasi cento chilometri da Loano, ma merita senza dubbio una visita: passeggiare lungo il dedalo di vicoli, costeggiando antri bui, archi di pietra e scorci sulla silenziosa e meravigliosa valle, è un’esperienza mistica, che incanta e intimorisce al tempo stesso.

 

Il nome e la storia

Il nome di questo paese che conta meno di quattrocento abitanti deriva da tria ora, ovvero tre bocche, quelle del cerbero raffigurato sullo stemma del luogo; esse potrebbero rappresentare i tre fiumi che convergono nel territorio, oppure tre prodotti base dell’economia di una volta, le castagne, le viti e il grano.

Le sue origini sono molto antiche, tanto che nell’anno Mille, Triora si presenta già  come un centro importante.

Fu feudo della Contea di Ventimiglia, fece parte della marca aleramica.

La Repubblica di Genova provò più volte ad appropriarsi dei suoi territori, senza successo, fino a quando il borgo venne acquistato nel 1261. La sua posizione strategica fece sì che divenne a capo della IX Podesteria della Repubblica, con sovrintendenza su un territorio molto vasto.

Nel 1405 la popolazione di Triora, stanca dei pesanti tributi imposti, si ribellò contro Genova, radendo al suolo quattro delle cinque fortezze edificate, che vennero successivamente ricostruite. Venne in seguito ripristinata la pace e il paese continuò a rifornire Genova di grano in quantità, tanto da meritarsi il titolo di granaio della Repubblica.

Tra il 1587 e il 1589 Triora divenne drammaticamente protagonista di un vero e proprio processo alle streghe, ai danni di tredici donne accusate di essere responsabili, con la loro magia nera, di carestie, morte del bestiame e addirittura cannibalismo nei confronti di bambini; questa cupa pagina della storia terminò con la condanna a morte di cinque di loro.

Tra il 1625 e il 1671 a differenza dei borghi vicini, Triora non si fece sottomettere dai Savoia, nemici di Genova.

1797 e il 1820 una volta proclamata la Repubblica Ligure, Triora divenne capoluogo del VIII cantone della Giurisdizione degli ulivi.

Dal 1805 fino alla caduta di Napoleone appartenne alla Francia.

Nel 1815 Triora passa sotto la giurisdizione dei Savoia e dal 1860 entra a far parte del Regno d’Italia.

Durante la seconda guerra mondiale, in particolare il 2 e 3 luglio 1944, il borgo venne dato alle fiamme dai nazisti e interi quartieri furono distrutti.

Cosa vedere a Triora

Museo etnografico e della stregoneria

Tappa obbligatoria se si decide di visitare Triora, il museo si divide in quindici sale a tema;  quattro sale sono dedicate al territorio e alla storia locale, altre cinque a tema diverso: vita nei campi, ciclo del castagno, ciclo del latte, la cucina e la cantina. Ma la sezione più interessante è senza dubbio dedicata alla stregoneria, tema di cui il paese ha fatto un punto di forza. Sono conservati documenti inerenti il processo, scene che raffigurano l’interrogatorio e la prigionia delle sventurate e persino strumenti di tortura. Qui l’atmosfera è lugubre e soffocante, complici le luci fioche in perfetto stile horror, ed è impossibile non sentire un brivido lungo la schiena.

Chiesa di San Bernardino

Altra tappa di questo percorso suggestivo e misterioso, perché in questa chiesetta campestre è possibile ammirare affreschi che raffigurano in maniera cruda il Giudizio Universale: scene infernali di diavoli che divorano umani.

Chiesa della Collegiata

Magnifica chiesa in stile medievale, edificata sui resti di un tempio pagano, al suo interno, nel battistero nasconde un tesoro imperdibile: il dipinto su sfondo oro del Battesimo di Cristo, datato 1397, opera del senese Taddeo di Bartolo.

I resti del castello e la cabotina

Proseguendo verso la cima del paese ci si imbatte nei ruderi del castello, edificato dai genovesi a scopo difensivo, ora divenuto cimitero. Si giunge infine al casolare la cabotina: la leggenda narra fosse il luogo dove le streghe si riunivano per compiere i loro riti. Qui l’aura di mistero e angoscia è palpabile: il visitatore si sente irrimediabilmente scosso da un disagio atavico che affonda le radici nei secoli bui del medioevo e si percepisce quasi il dolore e la sofferenza delle povere donne perseguitate.

Triora è un paesino ricco di fascino, storia, avvolta da un’ombra oscura, inquietante che scuote i visitatori. Al tempo stesso però, si può percepire un’atmosfera di pace e quiete, complice il silenzio che avvolge il paese; basta volgere lo sguardo alla valle per rimanere ammirati dallo splendore della natura.