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Se siete di passaggio in Liguria, non potete fare a meno di visitare Bussana Vecchia, piccolo borgo arroccato sulle colline sopra Sanremo, la città del festival. Dista a circa 80 km da Loano, ma vale davvero la pena percorrere un po’ di strada per giungere in questo paesino conosciuto in tutta Italia come il borgo degli artisti.

Un po’ di storia

Le origini di Bussana risalgono probabilmente all’epoca romana, ma solo a partire dal VII secolo si hanno prove dell’insediamento stabile della popolazione.

In seguito alle invasioni longobarde gli abitanti decidono di spostarsi più a valle, per poi ristabilirsi nuovamente in collina, per evitare i saccheggi lungo la costa operati dai saraceni.

Dall’inizio del XI secolo Bussana è sotto al comando dei Conti di Ventimiglia, per poi passare nel XIII secolo nelle mani della Repubblica di Genova che lascia agli abitanti del borgo una certa indipendenza.

Nel XV secolo si assiste ad uno sviluppo del paese con conseguente aumento demografico. Nel 1404 viene completata la prima chiesa dedicata a Sant’Egidio.

Nel XVI secolo vengono edificate tutte le costruzioni tutt’ora presenti.

Nel XVII secolo la chiesa viene completamente rivisitata, passando dallo stile romanico a quello barocco.

Nei due secoli successivi la vita del paese procede tranquilla; gli abitanti vivono prevalentemente di agricoltura, di coltivazione di ulivi e agrumi e di allevamento.

Il 23 febbraio del 1887 accade qualcosa che cambierà per sempre il destino del paese e dei suoi abitanti: mentre la maggior parte delle persone si trova in chiesa per seguire la messa, una violenta scossa di terremoto fa crollare l’edificio provocando la morte di moltissime persone; lo stesso avviene nella parte alta del paese, dove le case cedono seppellendo gli abitanti.

I superstiti abbandonano temporaneamente il paese distrutto spostandosi a valle, con l’intento di tornare per ricostruire il borgo, ma le autorità impongono loro il divieto di reinsediarsi obbligandoli a fondare un altro paese più vicino al mare che prenderà il nome di Bussana Nuova.

Nel 1894 gli abitanti abbandonarono definitivamente il borgo originario che da quel momento diventò appunto Bussana Vecchia.

Fino alla fine degli anni ‘50 il paese rimane un borgo fantasma, ma qualcosa sta per cambiare: l’artista torinese Mario Giani, in arte Clizia, dopo aver scoperto il borgo abbandonato, decide di ripopolarlo fondando una comunità di artisti, ma non riesce nell’intento. Al suo posto però un altro artista, Vanni Giuffre porta avanti la sua idea stabilendosi a Bussana Vecchia. Insieme ad altri artisti provenienti da ogni parte del mondo viene stilata una “costituzione”, regolarmente registrata presso un notaio sanremese, che regola la vita all’interno del borgo. Viene stabilito che le abitazioni devono essere ristrutturate a proprie spese, servendosi dei materiali presenti sul luogo e che bisogna avere solo finalità artistiche.

Nel 1968 il borgo conta una decina di abitanti, tutti artisti e liberi pensatori. Da questo momento in poi iniziano a nascere i primi spazi individuali e atelier.

Nei primi anni ‘70 gli artisti che vivono solo dei proventi delle loro opere cercano di attirare nel villaggio più turisti, settore in forte espansione in quel periodo.

All’inizio degli anni ‘80 il numero della popolazione era salito a un centinaio di persone, non più esclusivamente artisti, ma anche persone che pensavano di poter avere guadagni facili dal turismo estivo; nascono così botteghe di artigianato più comune e dozzinale, che fanno scendere il livello delle opere d’arte presenti.

Cosa vedere a Bussana Vecchia

Le attrazioni principali sono senza dubbio le botteghe degli artisti sparse ovunque nel paese, perciò consigliamo di visitarlo percorrendo il dedalo di vicoli e caruggi in pietra, dove si insidia rigogliosa la vegetazione, in un incastro perfetto tra arte e natura.

La chiesa di sant’Egidio parzialmente diroccata conserva un certo fascino: non si può accedere all’interno, considerato ancora pericolante, ma dal cancello esterno è possibile ammirare gli affreschi e la struttura sventrata. Ripensando alla triste storia del terremoto si rimane attoniti e incantati, complice il silenzio che regna tutto intorno.

Ogni scorcio del borgo è speciale, unico e affascinante, tanto che vi sembrerà di camminare in un luogo sospeso nel tempo e nella storia.